Yu-Gi-Oh!.....?
“Il problema ai nostri tempi è che il futuro non è come è sempre stato”. (Paul Valéry)
L'aria tagliente e il cielo terso.
Cerco di ricordare com'era il Regionale di Yu-Gi-Oh! l'anno scorso.
Stesso freddo? No, era aprile.
Stesso sonno? Sicuro.
Stesso posto? No, oggi si parte per il Play Planet, un locale nuovo, fichissimo soprattutto se hai meno di sei anni, un po' frustrante se ne hai di più, perchè non puoi buttarti nella vasca delle palline.
Stessa gente? E qui arriva la nota dolente.
“Gli irriducibili” non mancano mai, quelli che un po' abbiamo visto crescere, che non mollano mai, ma il calo di giocatori è impressionante: 45 contro i circa 120 dell'anno scorso.
E un interrogativo frulla nella testa di tutti, i più coraggiosi tra di noi lo mormorano sotto voce, gli altri non si osano (d'altronde solo Harry Potter nominava Voldemort) però il pensiero trottola, gira su se stesso, si avvita e infine esplode: ma quella di Yu-Gi-Oh! è una morte annunciata?
Le lotte legali tra Upperdeck e Konami sono di dominio pubblico, UDE Europa ha vinto, ma per quanto?
Dal sito americano su tassativa richiesta nipponica in compenso ogni logo e/o riferimento a yugi è stato cancellato, spazzato via come se non fosse mai esistito, come se centinaia di migliaia di giocatori nel mondo non l'avessero visitato per anni, per sapere se erano stati aggiornati i punti ude, se per caso fossero stati inseriti i punti della tappa 12 dello Store Championship che caspita ero arrivato anche primo, quei punti mi servono per il rating che magari quest'anno mi qualifico al Nazio così, ecc. ecc.
Oggi i giocatori partecipano per fede. Sperano che quei punti prima o poi miracolosamente ricompaiano in qualche altro sito e gli rendano ciò che gli spetta.
I negozianti comprano per la fede dei giocatori, ma cominciano a diventare agnostici.
I prezzi salgono, come al solito, in maniera inversamente proporzionale alle vendite, e nei periodi peggiori.
I responsabili del gioco organizzato in Upperdeck Italia hanno milioni di interrogativi, i nostri e i loro, e credo nessuno a cui porli, in compenso sono il nostro unico oracolo, gli unici da cui tutti noi, bene o male, ci aspettiamo una risposta. Ogni volta che alzo la cornetta e compongo il numero per parlare con Riccardo o Fudo mi sembra di sentire già dall'altra parte il timore di un altro attacco diretto, di un'altra rimostranza, o anche solo di un altro quesito, mi sento quasi in colpa io. Poi li frego e gli chiedo di WOW, così respirano un po'!
Ho sentito molti commenti negativi nei confronti della Upperdeck, la maggior parte dei quali frutto di “telefoni senza fili”, ovvero passaparola di informazioni del tutto infondate. Di sicuro qualche errore, negli anni, l'avranno commesso anche loro, questa non vuole essere un'arringa di difesa, certo è che forse però senza di loro, questo gioco che tanto ha riscaldato i nostri week-end (e le nostre casse, scusatemi se sono venale) non sarebbe lo stesso.
Oggi guardo questi quarantacinque ragazzi che siedono sorridenti e mi dico che in fondo è solo un gioco... per loro.
Goblin Girl
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